30 anni di Aids: prevenzione e cura HIV migliorate, ma la lotta è lunga
In questi giorni ricorre uno dei compleanni più tristi della storia: esattamente trent’anni fa infatti, veniva isolato il virus dell’HIV.
Era il 5 giugno 1981, quando, ad Atlanta, negli Usa, un gruppo di ricercatori del Centro per il Monitoraggio e la Prevenzione delle Malattie scoprì un’epidemia di pneumocistosi polmonare, che aveva colpito alcuni omosessuali di Los Angeles. Questa “nuova patologia” dopo poco fu ribattezzata Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, conosciuta più comunemente con il nome di AIDS, la malattia causata dal virus HIV.
Nella realtà questo virus ha più di trent’anni, poiché si è fatta risalire agli anni trenta la sua presenza in Africa. Dal Continente Nero è arrivata negli anni ’80 in Usa, attraverso i Caraibi. Oggi le stime parlano di circa 25 milioni di morti causati nel mondo dall’AIDS e, anche se la strada verso la sua sconfitta appare ancora lunga, molti passi in avanti sono stati fatti per quanto riguarda la prevenzione, la cura e la ricerca di un vaccino (APPROFONDIMENTO).
Le differenze tra Paesi ricchi e Paesi poveri sono però ancora abissali. Nel 2009 c’erano 33,3 milioni di malati di HIV, concentrati principalmente in Africa e aumenti consistenti si erano fatti registrare in Medio Oriente, Europa Orientale e Asia Centrale.
In Italia, rispetto a 20 anni fa, sia le condizioni di vita dei malati che la prevenzione per evitare la diffusione del virus, sono notevolmente migliorate. Ogni anno nel nostro Paese si contano 4mila nuovi casi di HIV e il numero di sieropositivi stimato è di circa 150mila soggetti, mentre sono 22 mila i malati di AIDS. Il dato preoccupante e su cui si deve intervenire è che ben il 25% dei sieropositivi non sa di esserlo.
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