Abbassare il colesterolo cattivo con le nocciole

In passato la frutta secca in genere veniva spesso considerata un alimento da consumare con molta attenzione, addirittura da evitare se si era in un regime dietetico particolarmente rigido in quanto considerata ipercalorica.
Da qualche tempo, invece, diversi studi stanno di fatto smentendo questa convinzione, sostenendo anzi che consumare frutta secca può essere molto utile per il nostro organismo.
Sulle mandorle, ad esempio, diversi studi concordano sul fatto che possono essere utili per il nostro cervello, oppure possono aiutare a prevenire l’insorgere del diabete di tipo 2, quello che solitamente colpisce le persone anziane. Ora, invece, dalla Nuova Zelanda arriva una ricerca pronta a rilanciare l’immagine delle nocciole, una delle varietà di frutta secca più diffuse e consumate.
I ricercatori dell’Università dell’Otago, diretti dal dott. Brown, hanno infatti scoperto che le nocciole possono essere molto utili per smaltire il colesterolo LDL.
Lo studio, pubblicato sul “Journal of Clinical Nutrition“, ha preso in esame i valori del colesterolo “buono” (Hdl) e del colesterolo “cattivo” (Ldl) di 50 persone, tutte con valori al di sopra della norma, alle quali i ricercatori hanno fatto consumare circa 30 grammi di nocciole al giorno.
Al termine del periodo di monitoraggio, i valori del colesterolo LDL erano scesi del 5% circa, mentre la percentuale di colesterolo buono era salita.
Ad essere determinanti sono le sostanze contenute nelle nocciole, ricche fra l’altro di antiossidanti e grassi polinsaturi.

















