Aria di settembre, aria di cambiamenti

Come comportarsi, quando avvertiamo una forte esigenza di cambiamento, ma non comprendiamo a fondo come assecondarla?

1. La prima cosa da fare è sicuramente respirare a fondo e cercare di rimanere il più possibile lucidi e sereni. La situazione di incertezza e la volontà di cambiare sono in parte giustificati con il rientro alla vita quotidiana, dopo l’estate.
E’ come se la mente registrasse la possibilità del cambiamento, come mezzo per prolungare lo stato di registrato in vacanza, dove abbiamo avuto modo di sperimentare, non a caso, abitudini e stili di vita completamente diversi, da quelli abituali e che proseguiamo una volta disfatte le valigie.
E’ del tutto normale sentirsi, almeno per le prime settimane, disorientati e non del tutto convinti di voler riprendere “tutto” così come lo abbiamo lasciato, prima delle vacanze.

2. La sensazione di malessere ed insoddisfazione può essere dovuto anche a condizionamenti esterni, alla fase di passaggio da una stagione all’altra, al ripristino delle normali attività e livelli di stress più alto, che possono affaticare il nostro organismo e metabolismo, con conseguenze anche sull’umore, per cui siamo portati a vedere tutto come decisamente “più nero”.

3. Chi l’ha detto che “cambiare” debba essere considerato un elemento negativo? La volontà di mettersi in discussione e l’essere pronti a modificare radicalmente la propria condizione è sintomo di grande coraggio e senso della sfida.
Cambiare è una molla salutare e vitale, permette di stimolare costantemente le nostre facoltà mentali ed emotive e di tenere sotto costante allenamento lo spirito di adattamento, che troppo spesso viene lasciato assopito in ritmi di vita convenzionali. La novità del cambiamento migliora la fiducia e la conoscenza di sè stessi, stimolando creatività, curiosità e voglia di mettersi alla prova.

4. E’ importante, quando avvertiamo tale esigenza, evitare di rimandare eventuali decisioni, poichè potremmo soffocare segnali importanti che il nostro equilibrio psicologico ci sta inviando e ritrovarci poi a subire il peso del rimpianto e delle occasioni mancate.
Cerchiamo, piuttosto di focalizzare esattamente cosa può essere utile cambiare nella nostra vita, ponendoci delle domande a lungo termine, che riguardano il nostro lavoro, la carriera che ci immaginiamo, le persone che vogliamo al nostro fianco, lo stile di vita che consideriamo ottimale per il nostro benessere e la nostra felicità. Selezioniamo degli obiettivi chiari e precisi: un conto è immaginarsi di vivere sorseggiando cocktail su una lontana isola paradisiaca, un conto è capire concretamente come poter migliorare il livello di soddisfazione nella propria esistenza. Fermo restando che, se la soluzione per l’isola caraibica siete in grado di trovarla, avete tutta la nostra approvazione e potreste, perchè no, anche condiverla.

Una cosa rimane senz’altro fondamentale: se sentiamo l’esigenza di un cambiamento, grande o piccolo che sia, è necessario provare ad assecondarlo, perchè l’esercizio di miglioramento di sè stessi e la volontà di tendere verso qualcosa di nuovo e migliore, apporterà sicuramente effetti benefici ed arricchirà la nostra sfera emotiva e caratteriale.

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Per argomento: benessere, equilibrio psicofisico, felicità, sentimenti, sindrome da rientro