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Bambini e consumo di sale: a rischio come gli adulti

L’equipe di studiosi del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha monitorato le condizioni di salute di un gruppo di circa 6.200 e adolescenti di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, per un periodo di 5 anni, tra il 2003 e il 2008.

Ne è emerso che anche i più piccoli andavano incontro agli stessi rischi cardiovascolari degli adulti. Nello specifico, come si legge su Pediatrics, dove la ricerca è stata pubblicata, i bambini osservati rischiano di diventare ipertesi quanto i loro genitori, a causa dell’utilizzo eccessivo di nella dieta.

La CDC, infatti, consiglia di non superare i 2,3mg quotidiani, mentre, in base ai dati ottenuti, i livelli sfioravano i 3,4mg.

Questo significa che nonostante la giovane età, come dichiarano i nutrizionisti, se non si riesce a porre rimedio riducendo l’apporto di questo minerale e seguendo uno stile di vita adeguato, i danni causati dall’alta pressione e scatenati anche dall’obesità, come , infarto, ictus e diabete, potrebbero presentarsi già nei primi anni di vita.




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