Cardiochirurgia: “pistola salva cuore”, primo intervento a Bologna

Per la prima volta in Italia, è stato effettuato un intervento di cardiochirurgia utilizzando una tecnica altamente innovativa, la cosiddetta “pistola salva cuore”.
Quello che all’apparenza potrebbe sembrare il più classico degli ossimori, è in realtà uno strumento, sviluppato negli Stati Uniti, che consente di ridurre i tempi e i rischi rispetto alle tecniche standard, per operare pazienti affetti da patologie a carico della valvola aortica.
L’intervento è stato eseguito al Policlinico S. Orsola-Malpighi, di Bologna, dal team guidato dal professor Roberto Di Bartolomeo, su una donna ultra ottantenne, che soffriva di stenosi aortica critica e che se operata con tecniche tradizionali avrebbe corso il rischio di non farcela.
La “pistola salva cuore” non è altro che uno speciale applicatore, capace di unire il ventricolo sinistro all’aorta discendente, bypassando la valvola aortica danneggiata. Nello specifico questo dispositivo pratica un foro nella parete del ventricolo, inserendovi poi un condotto collegato all’aorta, in cui riesce a passare dal 60 al 70 per cento del flusso sanguigno totale.
Questa tecnica, come detto, dimezza i tempi dell’operazione e garantisce un sanguinamento minimo, grazie ad uno speciale palloncino applicato dalla pistola, che sigilla il buco fatto nella parete del ventricolo.
Ciò consentirà di intervenire anche su quelle categorie di pazienti altrimenti non operabili, per le complicazioni che possono sopraggiungere a un intervento classico, di circa 4 ore, in cui sono necessari l’ausilio della circolazione extra corporea e una lunga anestesia.


















