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La carne inquina l’ambiente quasi come l’industria

La inquinerebbe l’ambiente, perché più del 70% dei terreni agricoli sarebbe destinato all’allevamento, un terzo di tutte le terre emerse del pianeta.

Un chilogrammo di carne di bovina pronta al consumo costerebbe all’ambiente più di 15mila litri di acqua e ben 10chili di mangime, senza contare che la quantità di anidride carbonica prodotta equivarrebbe a quella di un’auto su strada, che viaggia per 250km, altro tasto dolente deriva dall’ prodotto dai gas di scarico dei mezzi che trasportano mangimi e animali.

In questi termini il trinomio allevamento-macello-vendita sarebbe la terza causa di inquinamento dell’aria, dopo le industrie.

Ma non è tutto, la carne potrebbe essere un medium per agenti patogeni che potrebbero scatenare epidemie su scala mondiale, ma non basta, lo sfruttamento intensivo della terra potrebbe portare all’acidificazione delle stesse e all’esaurimento delle risorse idriche.

Cifre esorbitanti, 56 miliardi di animali da allevamento all’anno, viene da sé che con questi numeri limitare o eliminare il consumo di carne avrebbe sicuramente un impatto ambientale positivo sull’ecosistema terrestre.

A lanciare l’allarme è la Lav che ha stilato un dossier sconcertante, presentandolo alla conferenza “Rio +20″ che, secondo quanto dichiarato, dovrebbe essere:

“L’occasione per un accordo imperniato su misure efficaci per una svolta sul futuro del nostro unico Pianeta, tramite la riduzione degli impatti degli allevamenti intensivi sull’ambiente e sugli animali.”




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