Dieta, saltare il pasto aumenta “fame” di cibi ipercalorici

Molto spesso, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette “diete fai da te”, si tende a “saltare” un pasto, con l’obiettivo di mantenersi in linea.
Si tratta, però di una pratica tanto sbagliata quanto inefficace e deleteria.
Diversi studi in tal senso hanno infatti messo in mostra gli effetti negativi di tale “abitudine”, anche a livello di salute.
L’ultima ricerca in tal senso, comparsa sul Journal of Clinical Investigation, ha messo in luce un’ulteriore aspetto deleterio per ciò che concerne le eventuali “conseguenze” collegate all’“eliminazione” di un pasto dalla normale dieta giornaliera.
La ricerca in questione, realizzata negli Stati Uniti, e precisamente alle Università dello Yale e della Southern California, ha infatti studiato gli “effetti” di tale particolare regime alimentare, in relazione con il glucosio presente nel sangue umano.
Ebbene, in base a quanto studiato, l’”abbassamento” del livello di zuccheri (ossia di glucosio), dovuto al “salto” di un pasto (oppure a una dieta “troppo ferrea”), potrebbe scatenare un particolare “meccanismo” all’interno del cervello.
Quest’ultimo, infatti, in conseguenza di tale “calo” di glucosio, sarebbe più propenso a “perdere” la normale funzione di “autocontrollo” del “desiderio” (di cibo, appunto).
E la “fame” del cervello, in tal modo, sarebbe di conseguenza più “orientata” verso i cibi ad alto contenuto calorico.
In base a ciò, quindi, le persone che “saltano” un pasto, sarebbero più “esposte” al “rischio” di incorrere in una vera e propria “abbuffata”, per cercare di “compensare” il calo di zuccheri registrato dal cervello.













