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Doping, ormone Epo: cos’è e come agisce nell’organismo

Si sente tristemente parlare in questi giorni di Epo o eritroproteina, l’ormone riscontrato nell’organismo del campione Alex Schwazer, che gli è costato la squalifica alle Olimpiadi di Londra per .

Ma cerchiamo di capire cos’è e come agisce e quali possono essere le conseguenze anche a lungo termine che un’assunzione prolungata può provocare. L’Epo è innanzitutto un farmaco che aumenta la vischiosità del sangue e i globuli rossi o eritrociti, permettendo una migliore ossigenazione a organi e muscoli.

È utilizzato in chemioterapia, dai pazienti che soffrono di anemia e da chi è affetto da specifiche malattie del e gli sportivi che ne fanno uso, illegalmente, possono beneficiare sì, di ottime prestazioni agonistiche, in quanto i muscoli sono più reattivi e scattanti, ma al contrario potrebbero col tempo andare in contro a gravi danni per la salute.

A questo proposito, il dottor Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto di Aviano a Pordenone, ha spiegato che nonostante quest’ormone sia utilizzato in medicina per la cura di diverse patologie, compresa l’HIV, l’insufficienza renale cronica e alcuni tipi di tumori

“A lungo termine non si può escludere che un utilizzo dell’Epo sia per i malati, che per gli atleti che ne fanno uso in modo abusivo possa provocare danni al midollo osseo e tumori”

del sangue.

Questa sostanza, inoltre, come sottolinea la dottoressa Roberta Pacifici dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS), a capo del reparto di Farmacodipendenza, Tossicodipendenza e Doping, può sviluppare una pericolosa dipendenza, che può arrivare persino ad alterare i meccanismi biologici di produzione di globuli rossi, causando così, un malfunzionamento del midollo osseo.




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