Ecstasy, deficit cognitivi: si rischia demenza con poche pasticche
Ecstasy
A sostenerlo è stata l’equipe di studiosi tedeschi dell’Università di Colonia, che ha monitorato le condizioni cerebrali di un campione di 149 soggetti che avevano fatto uso di pasticche a base di MDMA, ovvero, di metanfetamina, il principio attivo dell’ecstasy.
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Ebbene dopo solo un anno i cervelli dei ragazzi che avevano fatto uso di questa droga avevano riportato un deterioramento nelle aree della memoria episodica, deputata al ricordo di episodi a lungo termine e che contribuisce alla mantenimento della propria coscienza e identità.
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Inoltre, Daniel Wagner, a capo della sperimentazione, ha sottolineato che le zone del cervello interessate da questa condizione erano quelle dell’ippocampo, area in cui iniziano solitamente a manifestarsi i primi segni della demenza e del morbo di Alzheimer e perché tutto ciò avvenga bastano anche solo poche pasticche all’anno. Solo una al mese può compromettere nel lungo termine le funzioni neuronali e provocare irreversibili deficit cognitivi.


















