Fertilità: allarme per giovani delle città, 30% spermatozoi in meno

I ragazzi che vivono nelle grandi città hanno una quantità di spermatozoi di gran lunga inferiore sia ai loro coetanei che risiedono nei centri minori, sia rispetto alla generazione precedente.

A dirlo un’analisi condotta dai medici della Siams, la Società Italiana di andrologia e medicina della sessualità, presentata dal suo presidente Carlo Foresta. Secondo i dati raccolti dai ricercatori, il 33,4% dei ventenni sottoposti ai test hanno mostrato problemi di ipofertilità e l’11,7% di grave ipofertilità.

Chi risiede nei grossi centri urbani è sottoposto a livelli di inquinamento superiori alla norma, soprattutto derivanti dai pesticidi e dai gas di scarico delle automobili, che rilasciando polveri sottili e altre sostanze gravemente nocive, compromettono la salute su vari livelli, compreso quello della fertilità.

“Gli inquinanti ambientali – ha spiegato Foresta – agiscono come distruttori endocrini, spiazzando le fini regolazioni ormonali che modulano lo sviluppo dell’apparato riproduttivo, durante le prime fasi dell’embriogenesi”.

Chi vive in città inoltre, è più stressato e conduce una vita più sedentaria, che favorisce l’obesità, altro fattore peggiorativo. Il consumo di alcol, sigarette e droga completa il quadro degli elementi che fanno sì che i giovani metropolitani di oggi abbiano il 30% in meno di spermatozoi rispetto ai loro coetanei non urbanizzati. Se poi si paragonano i ragazzi di oggi con quelli della generazione immediatamente precedente la differenza è del 25%.

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Per argomento: fertilità maschile