Gravidanza: questi i test da fare

La gravidanza è un periodo particolarmente delicato perché bisogna tenere nella massima considerazione la salute della madre e quella del futuro neonato. Per questo motivo può essere utile seguire dei consigli su come comportarsi e quali norme seguire.

La prima visita prenatale andrebbe fatta prima del concepimento, affinché il medico possa verificare le buone condizioni fisiche della donnna e identificare eventuali malattie.

Inoltre il medico dovrà mettere in guardia la futura mamma dall’uso di sostanze particolarmente dannose, come tabacco, alcolici e droghe. Vanno chiarite le misure igieniche da adottare, così come una dieta corretta, l’adeguato esercizio fisico e l’intervallo necessario tra una gravidanza e l’altra.

La prima visita deve includere un esame obiettivo completo, comprese le determinazioni del peso, dell’altezza e della pressione arteriosa. Bisogna inoltre effettuare la palpazione del collo e della tiroide, l’auscultazione del cuore e dei polmoni, l’esame delle mammelle, dell’addome e degli arti e anche un esame del fondo dell’occhio (che può dare indicazioni sulla presenza o meno di ipertensione arteriosa, diabete, arteriosclerosi, nefropatie, eccetera). Deve anche essere eseguita una visita pelvica completa, per accertare la grandezza e la conformazione dell’utero.

Per quanto riguarda gli esami di laboratorio, essi devono includere un emocromo, la tipizzazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh, un test su siero per il virus dell’epatite B, un esame colturale di screening delle urine, un esame colturale per la gonorrea e la chlamydia, lo screening per gli anticorpi, il livello degli anticorpi contro la rosolia, e un test di Papanicolaou (per indagare le eventuali alterazioni delle cellule del collo e della cervice dell’utero).

La prima visita ostetrica per le donne in gravidanza va effettuata entro il primo trimestre, mentre le visite successive devono avere cadenza mensile. Tutti i risultati delle analisi e degli esami devono essere mostrati al ginecologo curante per identificare in tempo eventuali alterazioni. Ad ogni visita si dovrà misurare la pressione arteriosa, che è di grande importanza in gravidanza; la paziente dovrà misurare il proprio peso corporeo a cadenza settimanale e comunicare le variazioni. Bruschi aumenti di peso, la rapida comparsa di gonfiori alle gambe (edemi), eventuali sanguinamenti, dolori o qualsiasi altro sintomo, dovranno essere subito segnalati al ginecologo.

Di particolare importanza è ovviamente anche l’ecografia, un esame non invasivo e sicuro sia per la madre che per il feto, fondamentale per la diagnosi nelle prime fasi. Il sacco gestazionale può essere visualizzato dopo circa 4 settimane e mezzo di gestazione, mentre l’embrione dopo 5 settimane. La visualizzazione dell’embrione nella cavità uterina è molto importante per escludere un’eventuale gravidanza extrauterina e, inoltre, può stabilire la datazione della gravidanza.

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