I danni provocati da Facebook, motivi per limitarne l’uso
Tutti conosciamo, ormai perfettamente, la diffusione dei social networks e la familiarità raggiunta da tali strumenti di comunicazione ed interazione, primo fra tutti Facebook, che sono entrati a far parte della vita quotidiana di milioni di persone, di ogni età e localizzazione geografica.
E, come accade per qualsiasi fenomeno di massa che si rispetti, subito dopo il boom della diffusione, si levano le voci contrarie ad un utilizzo quotidiano e compulsivo.
Avevamo già trattato dei rischi per la nostra salute, derivati da un uso costante e non consapevole di Internet e Facebook, supportati da diversi studi e ricerche, che riguardano soprattutto nuove manie e dipendenze, soprattutto nelle fasce meno protette, quelle degli adolescenti.
Passiamo, dunque, ora in rassegna una serie di motivi per cui vale la pena limitarne il più possibile l’utilizzo, al fine di migliorare il nostro benessere fisico, ma soprattutto la qualità generale della nostra vita.
Facebook aumenta ansia, irritabilità e malumore. Tralasciando i casi, già menzionati, di veri e propri episodi di asma, scatenati da un uso eccessivo e smodato del più famoso social network, sembrerebbe che l’azione quotidiana e, il più delle volte, compulsiva, di sbirciare foto e profili vari, provocherebbe significative alterazioni nell’umore, con una netta discesa verso senso di insoddisfazione, frustrazione, tendenza ad atteggiamenti di rivalsa e competitività.
Il motivo? Nel momento in cui si osservano immagini ed informazioni dal social network, si tende ad un distacco dalla realtà, amplificando le proprie emozioni ed impressioni e perdendo obiettività di critica e giudizio.
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