Il lavoro straordinario nuoce al cuore

Secondo i risultati di una ricerca finlandese, pubblicata sull’European Heart Journal, lavorare 3 o più ore al giorno oltre l’orario standard aumenta del 60% il rischio di problemi cardiovascolari. Il dato giunge da uno studio condotto dall’epidemiologa Marianna Virtanen, dell’Istituto di Medicina Occupazionale di Helsinki, in collaborazione con l’University College di Londra.

In un arco di tempo di ben 11 anni, i ricercatori hanno osservato oltre 10 mila funzionari pubblici londinesi con un’età compresa fra 35 e 55 anni. Tramite questionari, è stato riportato il carico di lavoro di ogni partecipante, confrontandolo coi dati clinici registrati nel tempo: chi faceva spesso più di 3 ore di straordinario si è così ritrovato con un rischio di cardiopatie più alto del 60% rispetto a chi lavorava per 7 ore standard. Le persone che facevano soltanto una o due ore di straordinario risultano invece esenti da tali rischi. “La forte correlazione fra il numero di ore lavorative e i pericoli per il – spiega la Virtanen – è valida anche tenendo conto di elementi come l’età, il sesso, la condizione socioeconomica, o di come il fumo, il colesterolo alto o il sovrappeso”.

In effetti, le persone che fanno molti straordinari sono più soggette a stress e a situazioni ansiogene, finendo per dormire poco e male o per cadere in depressione: tutti elementi che, si sa, sono associati a un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Senza poi considerare che i lavoratori “incalliti” hanno spesso un’ipertensione nascosta, presente in ufficio ma che non emerge mai dal medico.

Resta tuttavia da allargare il raggio d’azione della ricerca, che potrebbe quindi coinvolgere impiegati nelle società private e in altre categorie lavorative.

Archiviato in : Malattie Ricerca Scientifica

Per argomento: cuore, fattori di rischio, problemi cardiovascolari, stress da lavoro