Impiantate 4.500 protesi all’anca De Puy difettose: modello ASR e ASR XI

L’azienda De Puy potrebbe aver commercializzato delle all’anca difettose e la stessa società ha già da tempo diramato dei comunicati specifici alle aziende sanitarie dei paesi dove sono state utilizzate, perché i pazienti sottoposti a intervento, tre il 2004 e il 2010 possano essere attentamente monitorati.

Le protesi in questione, sono del tipo ASR e acetabolare ASR XI e per legge il modello e la data di fabbricazione delle stesse, viene documentato anche sulle cartelle cliniche di ogni paziente. A questo proposito, Francesca Moccia, coordinatrice di Cittadinanzattiva, l’Associazione-Tribunale che si occupa di tutelare i diritti del malato, spiega che su ogni cartella clinica rilasciata dall’Ospedale al paziente, è possibile trovare tutte le informazioni utili e capire se la protesi appartiene tra quelle a rischio.

Nello specifico, la pericolosità di tali impianti è data dal rivestimento di cui sono composte, che potrebbe sfaldarsi e rilasciare nell’organismo delle sostanze tossiche come ioni di , cobalto e altri . Le Asl territoriali inoltre si occuperanno di contattare tutti coloro che si sono sottoposti a questo tipo d’intervento chirurgico e sul sito web ufficiale della De Puy si legge che la società è pronta ad accollarsi tutte le spese mediche e quindi dagli accertamenti clinici, fino a un altro eventuale intervento chirurgico. E siccome il rilascio di tali sostanze nocive nell’organismo è lento, il periodo di osservazione durerà circa 5 anni.

Al momento la zona d’Italia maggiormente interessata dalle protesi all’anca difettose è la Toscana, poiché delle 4.500, 808 sono state impiantate dalle maggiori Aziende Ospedaliere della regione.

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Per argomento: cromo, metalli pesanti, protesi