pianetadonna.it

La caduta dei capelli dipende dal Dna

Un team di ricercatori americani ha identificato un gene difettoso nel Dna che potrebbe essere la causa della . Se confermata, la scoperta – pubblicata sulla rivista Nature – potrebbe costituire la base di partenza per la sperimentazione di nuovi trattamenti per un problema che, nella sola Italia, colpisce 11 milioni di persone (in maggioranza uomini) e per il quale manca tuttora una soluzione.

La ricerca – curata dalla Columbia University, dalla Rockefeller University e dall’ateneo di Stanford – ha così identificato la causa di una forma rara di calvizie, detta ipotricosi simplex ereditaria; malattia che somiglia molto alla calvizie comune, che fin dall’infanzia provoca la perdita dei capelli e che negli Stati Uniti colpisce circa 200 mila persone.

La causa sarebbe quindi la mutazione genetica del gene Apcdd1 (localizzato nel cromosoma 18), che inibisce un segnale collegato al controllo della crescita dei capelli. Questo provoca un fenomeno chiamato miniaturizzazione del follicolo: i capelli tendono così a restringersi e a rimpicciolirsi, finché appaiono come una sorta di peluria fragile e sottile.

“L’identificazione di questo gene responsabile dell’ipotricosi simplex ereditaria – scrivono i ricercatori – ci ha dato l’opportunità di capire meglio i meccanismi alla base del processo di miniaturizzazione del follicolo, che si osservano nella calvizie maschile classica. È importante notare però che mentre queste due condizioni condividono lo stesso processo fisiologico, il gene che abbiamo scoperto per l’ipotricosi ereditaria non spiega da solo il complesso processo della calvizie maschile”.

La notizia incoraggiante, tuttavia, è che un primo, importante passo per debellare del tutto la calvizie sia stato compiuto. A questo punto, la ricerca potrà compiere esperimenti simili sulle altre forme del disturbo.




Pianeta Donna Pianeta Mamma Girl Power Cook Around Ideare Casa