La conoscenza della felicità

Spesso ce la prendiamo con la sorte, con il destino, perchè non riusciamo a vedere la nostra, come una vita piena e felice.
Ma siamo proprio sicuri che sia tutta colpa della sfortuna?
Non è forse il caso di cominciare a riflettere su quali siano i nostri reali sforzi per costruire una vita felice?
Qualche consiglio abbiamo voluto darlo nell’articolo “La felicità è una scelta, oltre che una conquista“.
Qui proponiamo alcuni spunti interessanti, suggeriti da Epicuro, nella “Lettera sulla felicità“.
“Meneceo,
Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità.
A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età.
Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire.
Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c’è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.[...]Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa.[...]
Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell’ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini “.















