Il latte crudo va sempre bollito prima di essere bevuto
Parallelamente alla diffusione dei distributori automatici nei grandi centri urbani, sempre più persone acquistano e consumano regolarmente il latte crudo.
Un tempo esclusivo appannaggio di chi aveva la fortuna di vivere in campagna, il latte crudo, ossia non pastorizzato, sta prendendo piede anche nelle realtà urbane.
Recentemente la procura di Torino aveva aperto un’inchiesta a seguito del rilevamento da parte dell’Istituto zooprofilattico di Torino, di alcuni batteri in 18 dei 178 distributori presenti nel capoluogo piemontese.
Questo allarme è stato colto dal ministero della Salute per ricordare a tutti i consumatori un principio semplice quanto sacrosanto, ossia che il latte crudo va sempre bollito prima di essere bevuto.
Non è raro infatti che al suo interno si possano annidare agenti patogeni molto pericolosi per la salute, soprattutto dei bambini, a cui spesso è destinato il latte crudo, che possono contagiare brucellosi, tubercolosi e sindromi emolitico-uremiche.
“Si può scegliere con tranquillità di acquistare indifferentemente il latte già trattato termicamente presso gli impianti industriali (pastorizzato o UHT) o il latte crudo – scrive il ministero della Salute – purché in quest’ultimo caso il consumatore, parte attiva nella sicurezza dei prodotti, rispetti l’indicazione di consumare il latte solo dopo bollitura, eliminando l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte pur nel rispetto di tutte le norme igieniche, ed evitando così che gli eventuali pericoli microbiologici si trasformino in rischi reali per la sua salute”.
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