Le proprietà benefiche della camomilla

La è una pianta erbacea utilizzata da millenni per le sue proprietà benefiche, ed è tuttora considerata una tra le più efficaci erbe officinali. Tuttavia, molti conoscono la camomilla solo come un rimedio contro l’insonnia o per via dei suoi effetti sedativi.

In realtà, agendo a livello circolatorio (e non a carico del sistema nervoso), la camomilla è in grado di diminuire la pressione sanguigna dilatando i vasi, per cui concilia il riposo soltanto se la natura dell’insonnia è lagata a cause circolatorie.

La camomilla vanta comunque un’azione antinfiammatoria e un’azione spasmolitica per quanto riguarda il tratto digerente. Per uso esterno, presenta proprietà cicatrizzanti ed antibatteriche, mentre l’infuso dei fiori costituisce un ottimo calmante da utilizzare in caso di cefalee, nevralgie, mestruazioni dolorose e coliche epatiche. La camomilla è indicata anche in caso di alterazione della flora batterica, ad esempio dopo una terapia di antibiotici, in quanto – bevendo 3 o 4 tazze di infuso al giorno – contribuisce alla sua ricostituzione.

Molteplici le preparazioni possibili della camomilla, anche se la più comune resta l’infuso, tramite le bustine di fiori essiccati reperibili in qualsiasi supermercato. L’infuso tiepido tramite impacchi è indicato per le infiammazioni cutanee (acne e foruncoli in genere), i reumatismi, le piccole contusioni, le lesioni da scottature, i dolori articolari e reumatici, l’arrossamento degli occhi, le congiuntiviti e gli orzaioli, e i problemi del cuoio capelluto.

Assunto come bevanda, l’infuso è invece prezioso contro le infiammazioni della gola, le gengiviti e per diminuire la temperatura corporea negli stati febbrili.

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