Lo sbadiglio, questo strano fenomeno contagioso
A chi non è mai capitato, vedendo qualcuno farlo prima, di sbadigliare qualche secondo dopo o addirittura contemporaneamente? E perchè tale azione si rivela così facilmente sensibile alla vista dell’altrui sbadiglio, anche in quei momenti in cui non avvertiamo affatto stanchezza o noia, prime cause di tale manifestazione?
Numerosissimi studi ed articoli sono stati interamente dedicati allo studio di tale argomento, data la notevole curiosità destata dall’insolito ed inspiegabile fenomeno, ma soprattutto la popolarità che riscontra presso tutti noi.
E le teorie più bizzarre e poco scientifiche sembrano davvero non mancare: c’è chi sostiene si tratti di un riflesso cerebrale incondizionato, chi lo associa a determinati parametri fisiologici, chi addirittura addita tra i responsabili, modalità di masticazione del cibo o la predilezione verso alcuni tipi di alimenti.
Al di là di falsi miti e teorie quanto meno colorite, studi interessanti vengono dai ricercatori statunitensi secondo cui la teoria dello sbadiglio come espediente per sopperire alla mancanza di ossigeno o all’aumento di anidride carbonica, andrebbe definitivamente rimossa e considerata come inattendibile.
A cosa serve, dunque, lo sbadiglio e perchè risulta così frequentemente contagioso? Esso sembrerebbe connesso con i cambiamenti di stato neuronale, in particolare indicherebbe i momenti in cui si passa da uno stato di rilassatezza a quello di attività, quasi a voler segnalare al nostro corpo, mediante un movimento che interessa respirazione, muscoli ed articolazioni, che è il momento di “risvegliarsi” e passare da una fase di scarsa concentrazione e relax muscolare allo stato di coscienza attiva e di attività.


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