Lo sbadiglio, questo strano fenomeno contagioso

In particolare, sarebbe un modo per riattivare l’integrità del nostro corpo e renderlo “cosciente” di tutte le sue parti e funzioni, temporaneamente assopite.
Ma se così fosse, come la mettiamo, invece, con lo sbadiglio altrui, che ci porta subito dopo a ripetere la medesima azione?

Secondo il team di psicologi della Drexel University a Philadelphia in Pennsylvania, che hanno pubblicato i loro studi sulla rivista Cognitive Brain Research Platek, l’imitazione dello sbadiglio altrui avrebbe a che fare con nozioni legate alla psicologia evolutiva. Gli esperimenti circa la contagiosità e l’indagine dei suoi meccanismi sono stati compiuti su un gruppo di candidati sottoposti alla visione di video in cui si affrontava l’argomento dello sbadiglio oppure si potevano osservare direttamente persone nell’atto dello sbadigliare; si è scoperto che dopo circa 10 minuti, oltre il 60% dei soggetti osservati non riusciva a trattenersi dallo sbadigliare.

Ebbene pare che la causa sia da ricercarsi nella tendenza all’empatia di alcune persone che, quando vedono qualcuno di fronte a loro compiere un gesto naturale ed assai comune, come quello dello sbadiglio, sono inconsciamente portati a ripeterlo.
Al contrario coloro che risultano “immuni al contagio”, sono poco recettivi nei confronti degli altri ed hanno scarsissime abilità nell’immedesimarsi nella condizione mentale di chi gli sta affianco.

Dunque, stando a tali ricerche, sbadigliare contagiosamente, non dovrebbe essere visto come atto negativo, sintomo di poco interesse ed insofferenza, quanto piuttosto un atto incoscio di avvicinamento e comprensione dello stato mentale altrui.

Ma c’è di più: secondo le ricerche condotte dalla Temple University di Philadelphia, il fenomeno troverebbe ragione nell’ambito della psicologia evolutiva, secondo cui lo sbadiglio e la sua naturale tendenza a contagiare tutti i presenti, avrebbe comportato la regolarizzazione dei ritmi di /veglia comuni e la coordinazione di tutte le attività svolte a livello di gruppo, dai nostri antenati.

Al di là di tali risultati ottenuti nel campo dello studio del , la motivazione più accettata per spiegare la causa dello sbadiglio, sembra essere quella di ridestare l’attenzione nell’organismo e nelle facoltà cerebrali; sulle cause del “contagio”, il percorso degli studi sembra ancora lungo ed, allora, continuamo pure a sbadigliare, magari lasciandoci sfuggire un sorriso, quando ci scopriamo a farlo nello stesso istante del nostro vicino.

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Archiviato in : Psicologia

Per argomento: comportamento, noia, sbadiglio, sonno, sonnolenza diurna