Naufragio Costa: detersivi in mare, Giglio inquinato come Marghera

Sono passati 13 giorni dal naufragio della Costa Concordia e se le speranze di trovare qualcuno ancora vivo si sono ormai affievolite, il problema principale è cercare di evitare un disastro ambientale di proporzioni considerevoli.
Nella nave ci sono 2.400 tonnellate di carburante, che nei prossimi giorni verranno recuperate, si spera senza incidenti. Gli idrocarburi però, non sono le sole sostanze tossiche che mettono a rischio l’ecosistema dell’Isola del Giglio, uno dei più incontaminati della nostra Penisola.
A bordo dell’imbarcazione ci sono anche tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto. C’è poi il problema dei tensoattivi, sostanze contenute nei detersivi, che hanno già iniziato a sciogliersi nel mare. Secondo la Costa, sulla nave erano contenute diverse centinaia di chili di detersivi, a cui si vanno ad aggiungere i prodotti portati a bordo dagli oltre 4.000 passeggeri.
La barca Poseidon, della protezione ambientale, ha già effettuato dei test, scoprendo che il livello di tensoattivi in alcune zone intorno alla nave è di 2-3 milligrammi per litro. Significa che le acque incontaminate del Giglio ora sono più inquinate da queste sostanze rispetto a quelle che bagnano zone industriali come Marghera o Piombino.
Per questa ragione anche il lavoro dei sommozzatori, impegnati nel recupero dei corpi dei dispersi, è rallentato. Alcune zone sono interdette a causa dell’inquinamento, pericoloso per la loro salute. A questo quadro poco confortante, si deve aggiungere poi il fatto che tonnellate di cibo stanno marcendo e i batteri proliferando, il che non fa che aumentare il livello d’allarme.
Sub al lavoro
Alcune foto dei sommozzatori della Marina Militare impegnati nel duro lavoro di recupero dei corpi.
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