Nutriceutici utili contro il tumore alla prostata

I nutriceutici sono tutti quei cibi e nutrienti ai quali vengono attribuite proprietà antitumorali, utili alla prevenzione e alla cura del . E anche se la scienza non è del tutto certa della loro efficacia, i medici statunitensi del sito Urotoday hanno approntato un piccolo decalogo in materia.

“Guardare ai nutriceutici – spiegano così gli esperti – ha senso perché il tumore alla prostata è sempre più diffuso e anche perché un numero man mano maggiore di pazienti viene indirizzato alla sorveglianza attiva, attraverso cui non si elimina subito il tumore esponendo il paziente agli effetti collaterali della chirurgia, ma lo si monitora attentamente per aggredirlo appena diventa più pericoloso. In questo scenario, tutto ciò che può prevenire la malattia o ritardarne la progressione è più che utile. Meglio se, anziché un farmaco, possiamo usare prodotti naturali che non hanno effetti collaterali, a meno di introdurne quantità realmente esagerate”.

Attualmente, i composti che più hanno dimostrato efficacia contro il tumore alla prostata sono la vitamina D, la vitamina E, il selenio, il licopene, la soia (nella foto), il tè verde e il frutto del melograno. “Di tutti questi – affermano gli urologi – la soia pare essere il nutriente più benefico, con effetti preventivi e protettivi evidenti. Lo stesso dicasi per il tè verde”.

Visto che, come già detto, la scienza non è ancora del tutto certa della benefica correlazione fra altri nutriceutici e il tumore alla prostata, i medici di Urotoday affermano: “Sarebbe opportuno effettuare studi appropriati così da ottenere dati significativi. C’è molto interesse nei confronti dei nutriceutici, è giusto che le loro caratteristiche vengano valutate bene e a fondo”.

“L’appello degli urologi americani – commenta Alberto Roggia, direttore dell’Unità di Urologia all’Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate (Varese) – è del tutto condivisibile. Purtroppo è difficile fare studi randomizzati e controllati di prevenzione primaria, dovrebbero durare dieci o vent’anni per dare informazioni consistenti. Non abbiamo quindi dati certi, ma il razionale perché funzionino c’è e noi urologi li consigliamo già da tempo”.

E allora via libera ai polifenoli antiossidanti del tè verde, al resveratrolo del vino, al selenio dall’aglio, al licopene dei pomodori e della salsa di pomodoro, dove è ancora più concentrato. Ma anche allo zinco e agli omega 3 che si trovano nel pesce e nei semi di lino.

“Consigliamo una dieta equilibrata e sana – afferma Roggia – che però non si dovrebbe iniziare a 60 anni, ma molto prima. Oggi vediamo anche nei quarantenni, l’educazione alimentare alla prevenzione dovrebbe cominciare fin da piccoli”.

In definitiva, il modo migliore per prevenire il tumore alla prostata è di mangiare frutta e verdura ed evitare il sovrappeso. “È il modo migliore per riuscirci, non abbiamo altre armi a disposizione. È invece tuttora molto dibattuto l’eventuale effetto benefico dei nutriceutici una volta che il tumore sia stato diagnosticato. Sembra meno probabile, infatti, che riescano a cambiare il decorso del cancro quando è già presente”, conclude Roggia.

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