Per avere gambe meno affaticate, bisogna stare a piedi nudi
Regola fondamentale è che il pavimento sia perfettamente pulito, privo di ruvidità e spigolature che possono arrecare abrasioni od urti al nostro piede.
Un’ottima abitudine è quella adoperata da secoli nella cultura giapponese, secondo cui non è consentito l’utilizzo di calzature nell’ambiente domestico e le scarpe, ricettacolo di batteri e possibili contaminazioni, vengono abbandonate fin dal pianerottolo.
Qualora, la troppa sensibilità o la sensazione di freddo, ci impedisse di camminare a piedi nudi sul pavimento, è possibile optare per un paio di pantafole in tessuto naturale, così da non limitare eccessivamente il contatto benefico con il suolo.
Se invece non soffriamo del contatto con il pavimento, abbandoniamoci pure a qualche ora di passeggiata in casa, a piedi nudi, svolgendo le normali attività domestiche, alternate a qualche minuto di passo più veloce.
A beneficiare di tale accorgimento sarà l’intera muscolatura del nostro corpo, che ritroverà l’esatto equilibrio e baricentro, ma influenzerà notevolmente anche la sensibilità dei nostri piedi, che riaquisteranno le giuste informazioni su come distribuire le varie pressioni esercitate dal nostro corpo.
A migliorare è inoltre la sensibilità tattile dei nostri piedi, sviluppatissima alle origini e progressivamente dimenticata con l’impiego di suole e calzature ed ancora la traspirazione della cute, che in queste zone è particolarmente sensibile e soggetta a sudorazione.
Infine, svolgendo una camminata a piedi scalzi, esercitiamo un vero e proprio massaggio, che propaga i suoi effetti dalle estremità dei piedi fino a tutto l’organismo, il quale risulta visibilmente rigenerato e ritrova nuova leggerezza nel movimento.
Alla luce di tali effetti benefici è, dunque, assai consigliabile ricordarsi di concedersi almeno qualche minuto di camminata in assoluta libertà, come pausa di relax e di benessere fisico non solo per i nostri piedi, ma anche per le gambe, affaticate da un’intera giornata di movimento e di tensione lavorativa.
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