Primavera: allergia ai pollini, sintomi, rimedi e consigli

In un precedente articolo abbiamo già parlato dei disturbi legati al cambiamento di stagione, come i problemi intestinali, l’insonnia, la depressione, l’irritabilità e le . E’ proprio in relazione a queste ultime che andiamo ora ad approfondire l’argomento.

I liberati dalle piante durante il periodo di fioritura costituiscono in percentuale la causa principale delle allergie. E così, in una stagione come la primavera, in cui si torna a frequentare maggiormente gli spazi aperti, per molte persone è l’inizio di una serie di fastidiosi sintomi allergici.

Sintomi che possono riguardare principalmente gli occhi (prurito, lacrimazione, congiuntivite) e il naso (starnutazione, rinorrea, ostruzione), ma anche i bronchi (tosse, affanno, sibili, asma), la cute (prurito, arrossamenti, eczema, orticaria) e il sistema gastroenterico (crampi, nausea, vomito, diarrea). In Italia, le piante che più causano disturbi allergici alle persone sono le graminacee (come avena, segale, mais, etc) e le urticacee.

Durante il periodo di pollinazione, i pazienti allergici ai pollini dovranno quindi:

  • evitare di restare per molto tempo all’aperto, specie in giornate ventose e soleggiate;
  • evitare di svolgere attività sportive in spazi aperti; astenersi dal compiere attività di giardinaggio;
  • aerare gli ambienti in cui si vive nelle prime ore del mattino o a tarda sera (quando la concentrazione dei pollini è minore);
  • fare attenzione alle ore successive a piogge o temporali, dato che i pollini possono frantumarsi in particelle ancora più piccole e intrusive per l’organismo;
  • trascorrere, se possibile, periodi di vacanza in località di mare o in alta montagna.

Il consiglio principale a chi soffre di gravi allergie in questi casi è comunque sempre quello di rivolgersi ad uno specialista che, in seguito ad apposita diagnosi, saprà fornire la terapia adatta al caso.

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