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Referendum 2011: il nuovo quesito 3 sul nucleare in Italia

La Corte Costituzionale ha approvato il testo proposto dalla Corte di Cassazione per il quesito referendario sul nucleare in Italia (APPROFONDIMENTO).

La Consulta ha dunque approvato il testo formulato dai giudici della Cassazione, che avevano dovuto modificare il precedente quesito, alla luce delle novità contenute nel decreto omnibus approvato dal Governo.

Quest’ultimo aveva di fatto sancito una moratoria temporanea sulla costruzione di nuove centrali nucleari, invalidando il referendum abrogativo previsto per il 12 e 13 giugno 2011 (LEGGI NEWS). Il quesito numero 3 ci sarà e sulla scheda il cittadino troverà la seguente domanda:

Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’art. 5 del dl 31/03/2011 n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n. 75?”.

Al livello di voto, per i chiamati alle urne, non cambierà nulla.

Bisogna votare SI, se si è favorevoli all’abrogazione della legge, e dunque non si è d’accordo sul ritorno al nucleare.

Bisogna votare NO, se si è contrari all’abrogazione della legge e si vuole il ritorno dell’Italia al nucleare.

Si voterà domenica 12 giugno, dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì 13 giugno dalle ore 7.00 alle ore 15.00.

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Commenti (1)

  1. Michele scrive:

    Per chiarezza e completezza ecco i due commi soggetti a referendum.

    Articolo 5 (Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari):
    1. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.
    (…)
    8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorità e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell’energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell’Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali.

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