Elettricità per la cura della depressione
Il Journal of Affective Disorders ha pubblicato i risultati di una ricerca volta alla cura della depressione, effettuata in Italia, presso il Policlinico Ospedale Maggiore di Milano guidati da Alberto Priori. Ricordiamo che questa patologia rappresenta la prima causa d’invalidità al mondo.
L’esperimento consisteva nell’applicare due elettrodi, che rilasciavano corrente elettrica continua a bassa intensità, sulla fronte di 14 persone (13 donne ed 1 uomo) affette da grave depressione ed alle quali le cure farmacologiche non avevano dato alcun riscontro positivo.
La scelta del campione in cui la maggioranza era composta da donne forse è legata alla maggiore propensione di queste ultime all’ansia ed alla depressione stessa, come avevamo già segnalato in “Alcune malattie sono tutte al femminile!”.
I soggetti sono stati sottoposti alle applicazioni due volte al giorno per cinque giorni di seguito. Già dopo questa prima sessione era possibile notare un importante miglioramento, che si è mantenuto per alcune settimane. Sviluppare tale tecnica sarà un passo importante per trattare questo disturbo che colpisce 5 milioni di italiani (circa il 30% in forma grave), soprattutto potrebbe rappresentare la fine di una interiore e costante sofferenza per quelle persone che sono resistenti ai medicinali, di conseguenza sono refrattari ad ogni tipo di terapia ad oggi esistente.
Condividi questa pagina con i tuoi amici


Articolo precedente




















Sono la mamma di un ragazzo di quasi 30 anni, sofferente da 10 di disturbi della personalità paranoide, con episodi depressivi ricorrenti per i quali segue una terapia farmacologica e psicoterapeutica continuativa. Il ragazzo è stato ricoverato due volte nel giro di tre anni in seguito ad ingestione incongrua di farmaci in psicosi ed attualmente, dopo brevissimi episodi di apparente benessere, è di nuovo sprofondato in una crisi depressiva da cui non riesce ad uscirne più. Sta assumendo da 1 anno circa Risperdal mg. 375 per via iniettiva (durata 15 gg.) + Cipralex 10 mg. (1 v. al dì) e Xanax 0,50 mg. (1 c. alla sera ) ma, nonostante la continuità della cura, non ottiene più miglioramenti… anzi, la sindrome sembra aggravarsi ogni giorno che passa. Per questo vorrei avere più dettagliate informazioni sulla terapia sperimentale mediante applicazione di elettrodi sulla fronte, approntata dal Prof. Alberto Priori c/o il Policlinico Ospedale Maggiore di Milano e le modalità di ricovero presso lo stesso nosocomio. In attesa di Vs/ notizie ringrazio ed invio saluti.
Linda O.