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Rifiuti tecnologici, un potenziale business da 21 miliardi

I ricercatori provenienti da 12 Paesi che hanno preso parte all‘e-Waste Accademy, il primo convegno mondiale nato per la promozione della corretta gestione e lo smaltimento dei rifiuti elettronici, sono concordi nel sostenere che quanto contenuto nei depositi di rifiuti ad alta tecnologia ha un valore decisamente superiore rispetto a quanto presente nelle miniere auree. Per via dello scarso riciclaggio, le ”miniere urbane”, così sono state ribattezzate le discariche di rifiuti di origine elettronica, possono fornire materiale 50 volte più prezioso di quello estratto dalle miniere d’oro.

La produzione globale di prodotti elettronici, dai pc ai telefoni cellulari e altri dispositivi, impiega infatti annualmente 320 tonnellate d’oro e 7.500 tonnellate di argento. Il valore complessivo dei metalli preziosi usati ogni anno per la produzione industriale delle apparecchiature elettroniche ammonta a 21 miliardi di dollari, di cui si stima che solo il 15% sia poi riciclato.

Luis Neves, presidente di GeSI, ha spiegato che modelli di consumo maggiormente sostenibili e il riciclaggio dei materiali elettronici sono indispensabili se i consumatori continuano a fruire di device high-tech per qualsiasi cosa, dalla comunicazione ai trasporti agli edifici intelligenti.

Gli fa eco Ruediger Kuehr, segretario generale dello StEP, il quale avverte che un giorno non molto lontano le persone rifletteranno su queste dispendiose inefficienze e si interrogheranno su come abbiano potuto essere talmente miopi e poco coscienziosi nella gestione delle risorse naturali.




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