Stop ai siti “pro-ana” in Francia: reato incitare all’anoressia

Risposta ferma del governo francese al dilagare di un fenomeno che sta mietendo numerose vittime in tutto il mondo, l’. In Francia incitare all’anoressia diventerà reato, questa la proposta di legge presentata ieri dagli uomini di Palazzo Bourbon che hanno deciso di perseguire penalmente chi spinge ragazzine e donne, attraverso blog e altri mezzi di comunicazione, all´autodistruzione, attraverso il rifiuto del cibo.

Prima firmataria della legge, la deputata Valérie Boyer, che parla di sanzioni fino a 30mila euro e carcere fino a 2 anni per chi commette tali reati, le pene salgono a 45mila euro di sanzione e a 3 anni di carcere se si arriva alla morte della persona.

L’iniziativa del parlamento francese sta scaldando gli animi di molti francesi che come in una fiction seguono l’evolversi della situazione attraverso i molti giornali che già da qualche giorno parlano della vicenda. Le Monde si scaglia contro i siti “pro Ana“, ed apre in prima pagina con questo titolo, “I “pro ana” sul web, tra apologia dell´anoressia e sostegno ai malati”, mentre Liberation prendendo spunto dalla pubblicità diffusa a settembre scorso da Oliviero Toscani, si interroga e scrive: “Una legge basterà contro i siti pro Ana?“.

Ma cosa significa “spingere” all’anoressia? Soprattutto come è possibile distinguere un sito che inneggia alla magrezza? Risponde a queste domande lo stesso ministro della Salute del governo francese, Roselyne Bachelot, “I siti illegali sono quelli che forniscono consigli su come mentire ai dottori, quelli che raccontano quali siano i cibi più facili da vomitare. E’ sufficiente che incoraggino giovani donne a torturarsi ogni volta che assumono del cibo, in una attività che non rientra nella libertà di espressione“.

I dati sono da paese in guerra, infatti nella sola Francia l’anoressia colpisce fra le 30.000 e le 40.000 persone, il 90% delle quali donne, il tasso di mortalità di questa malattia è del 5,6% entro 10 anni e del 20% nel lungo termine.

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