Trapianti, Rozzano: impiantato un micro cuore artificiale

Tecnologia, ricerca e medicina sono legate ormai da un filo conduttore indissolubile grazie al quale la qualità della vita e la salute di tutti noi migliora giorno dopo giorno.
Le ultime scoperte e le innovazioni nel campo della tecnologia medica, infatti, in molti casi hanno permesso di curare patologie più o meno gravi.
E’ il caso del primo trapianto in Italia del cuore artificiale più piccolo del mondo, chiamato “micro cuore“.
L’intervento è opera del professor Ettore Vitali, capo del dipartimento cardiovascolare dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano). Il micro dispositivo salva-vita, che pesa soltanto 25 grammi ed ha le dimensioni di una batteria mini stilo, è ora indossato dal signor Giuseppe, un settantenne con scompenso cardiaco.
L’intervento non è stato realizzato in queste ore, ma ben tre mesi fa, anche se la notizia è stata ufficializzata solo oggi durante il Congresso nazionale di ecocardiochirurgia tenutosi a Milano.
Il signor Giuseppe ora sta bene, fanno sapere i medici. Il dispositivo, ideato dai ricercatori della Columbia University, ha l’obiettivo di consentire la sopravvivenza dei pazienti affetti da scompenso cardiaco, mentre in futuro punta a offrire loro non soltanto una migliore qualità della vita, ma anche riuscire a rallentare l’avanzamento della patologia cardiaca in questione.
In sostanza, il micro cuore viene impiantato nel torace vicino al cuore del paziente, fornendogli un valido aiuto per funzionare in modo corretto, e può essere impiantato con un intervento poco invasivo, grazie ad una sola piccola incisione esattamente come nel caso del dispositivo pace maker, diventato ormai uno standard chirurgico da molti anni.
Il micro cuore era già stato impiantato in altri ospedali d’Europa. Questa novità nel campo dei trapianti potrebbe dunque portare a nuovi sviluppi, fornendo una nuova speranza ai milioni di pazienti che nel mondo soffrono di disturbi cardiaci.

















