Tumore alla laringe: il fumo ne decuplica il rischio

I della testa e del collo rappresentano il 20% di quelli che possono colpire l’uomo, e un quarto di questa percentuale si sviluppa nella laringe. In Italia sono più frequenti, specie nelle regioni del Nord-Est, mentre nel nostro Paese l’incidenza è più alta rispetto alla media mondiale. Ad esserne colpiti sono soprattutto gli uomini, ma nell’ultimo decennio si è registrato un leggero aumento fra le donne. La fascia di età più colpita va dai 60 ai 70 anni.

Questi dati relativi al tumore alla laringe sono alcuni dei temi affrontati al 97° Congresso nazionale della Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia cervico-facciale, che si sta svolgendo in questi giorni a Riccione. Giuseppe Spriano, Direttore di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena (Roma), illustra quali fattori possono determinare l’insorgenza dei tumori alla laringe: “Il fattore principale, come per tutti i tumori della via respiratoria, è il di sigaretta, che determina un rischio di ammalarsi 10 volte superiore. Anche l’alcol è un importante fattore di rischio e, se associato al fumo, ne potenzia la pericolosità”.

Tra i sintomi più evidenti di questa forma tumorale c’è la disfonia, ovvero l’abbassamento della voce, che diventa rauca. “Come per molti tumori – spiega Spriano – la guarigione dipende dallo stadio della malattia: in uno stadio iniziale, la guarigione si ottiene nel 90% dei casi, ma ovviamente questa possibilità diminuisce al crescere dell’estensione del tumore. Oggi globalmente siamo in grado di guarire circa il 60 % dei tumori della laringe“.

Negli ultimi anni, l’evoluzione terapeutica ha eliminato quasi del tutto l’intervento chirurgico. “Oggi questo intervento è riservato a casi molto estesi o a recidive di pregressi trattamenti, mentre la vera evoluzione terapeutica è stata la chirurgia endoscopica“.

Nonostante gli importanti sviluppi della scienza, Spriano lancia infine un chiaro invito alla prevenzione: “L’evoluzione della chirurgia, radioterapia e chemioterapia è stata importante e ha portato a miglioramenti terapeutici, ma questo è niente al confronto di quello che si potrebbe ottenere con la prevenzione primaria, cioè eliminando i . Un esempio per tutto questo: se nessuno fumasse, invece di 100 tipi di tumori ve ne sarebbero solo 10″.

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