Virus Ebola: contagio evitato inibendo una proteina


Alcuni ricercatori americani hanno probabilmente aperto la strada che in breve tempo potrebbe portare a rendere inoffensivo il Ebola. Questo agente patogeno, che ha fatto la sua comparsa negli anni 70 in Africa, provoca febbre emoragica che nel 90% dei casi risulta letale per chi ne viene infettato.

Un team di scienziati del Brigham and Women’s Hospital (BWH) di Boston, in colaborazione con altri enti di ricerca e università statunitensi, è riuscito a scoprire come il virus riesca a penetrare nelle cellule, per attaccarle, arrivando fino alle strutture più interne per replicarsi.

L’Ebola, che prende il nome da un fiume africano attorno alle cui sponde comparve una quarantina di anni fa, utilizza una proteina umana, denominata Niemann-Pick C1 (NPC1), che normalemente è deputata a trasferire il colesterolo nelle cellule, per penetrare al loro interno.

Foto virus Ebola

I ricercatori, guidati da James Cunningham e Kartik Chandran, hanno provato a inibire questa proteina, scoprendo che se essa viene “disattivata”, nel 99% dei casi il virus non riesce a instaurarsi nei tessuti cellulari della persona infettata.

Gli eccellenti risultati raggiunti da questo studio, pubblicato sulla rivista Nature, impongono ora ai ricercatori di perfezionare le ricerche per arrivare ad un farmaco che inibisca la produzione della proteina NPC1 e metta fine alle continue che periodicamente si verificano.

Foto virus Ebola

Il virus Ebola è uno di quei virus mortali per i quali non si conosce ancora una cura. Un team di ricercatori americani ha però aperto la strada per debellare la malattia definitivamente.

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Per argomento: epidemie, virus