Sifilide: prevenzione, trasmissione, sintomi e terapia

Cos’è la

La sifilide è una malattia infettiva causata dal batterio Treponema Pallidum che generalmente si trasmette per via sessuale e, più raramente, attraverso il contatto epidermico di zone lesionate, baci o trasfusioni infette.

Sintomi

La formazione di una lesione indolore (sifiloma) nella zona a contatto sessuale è il primo segno evidente che caratterizza la malattia. La ferita appare solitamente tra le 2 e le 6 settimane dopo il contatto e svanisce nel giro di poche settimane. Man mano che la lesione si cicatrizza, si può manifestare un’eruzione cutanea in tutto il corpo, dalle mani fino ai piedi, i linfonodi diventano gonfi, subentra febbre o senso di spossatezza.

In genere, l’andamento dei sintomi dipende dallo stadio di avanzamento dell’infezione, per cui è importante comprenderne le fasi di sviluppo.

I fase: dai 10 giorni ai 3 mesi dal contagio, compare la ferita e avviene l’ingrossamento delle ghiandole ed anche se la lesione scompare la sifilide prosegue il suo corso, dunque è contagiosa.

II fase: tra il secondo ed il sesto mese dalla contrazione subentra l’eruzione cutanea accompagnata da stato febbrile, stanchezza, perdita di peso, gonfiore ghiandolare e dolori alle ossa. I sintomi possono avere un andamento incostante, sparendo e ricomparendo per un periodo più o meno lungo e con diversa intensità. Come nel precedente stadio, c’è rischio di contagio.

III fase: comparse le macchie sul corpo, inizia una fase detta “latente” in cui la sintomatologia scompare, anche se la malattia continua ad essere contagiosa. In questo stadio molti soggetti guariscono, mentre altri entrano in un’ultima fase della malattia, quella che viene definita “tardiva”.

Fase tardiva: si può presentare anche decine di anni dopo il contagio e, se la sifilide non viene debellata nelle fasi precedenti, le conseguenze possono essere anche gravi. Oggi fortunatamente la diagnosi precoce permette di evitare quest’ultima fase di evoluzione della malattia.

Diagnosi e cura

La diagnosi viene effettuata attraverso un test microbiologico prelevando materiale direttamente dalla lesione. Se positivo, accerta l’infezione, anche se la sensibilità del metodo non supera l’80%.

Il trattamento prevede, in generale, la somministrazione di farmaci a base di penicillina, ma dosaggio e durata della cura variano a seconda dello stadio della malattia e della sua evoluzione. Ovviamente, il soggetto si dovrà astenere da qualsiasi rapporto sessuale fino a completa guarigione, ed è importante che le persone a stretto contatto con chi ha contratto la sifilide effettuino anch’esse dei test sierologici.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico. Yourself.it non dà consigli medici.